Parma Smart City?

Non solo studenti, ma molti colleghi, anche chi non si occupa di urbanistica, al seminario sulla Smart City, tenuto il 9 maggio all’Università di Parma. Forse è proprio il termine che è di moda, perché prefigura un mondo migliore a cui tutti aspiriamo.

Per Smart City si intende, in poche parole, l’applicazione delle nuove tecnologie alla città. I casi più interessanti nel Nord Europa, in Olanda, Germania, Svezia, hanno mostrato l’applicazione del concetto di Smart City in aree extraurbane di nuova edificazione, ma come affrontarne la questione quando è associata alla rigenerazione dei centri storici o di quartieri urbani esistenti? Questa è la prima grande domanda che è emersa durante il seminario.

E la seconda è sull’efficacia di un progetto che oggi ci viene venduto come ecologicamente compatibile, socialmente coinvolgente, una specie di meccanismo che trasforma tutte le città nella città ideale rinascimentale, o almeno quella che all’epoca si credeva tale.

Vale la pena invece, abbandonando le astrazioni, tornare alla definizione di Smart City e, come architetti e urbanisti, pensare in che modo affrontare l’adeguamento che sarà richiesto alle nostre città dalle nuove tecnologie. E fare in modo che la scelta di trasformazione porti a un vantaggio della comunità, non solo di poche grandi aziende, nel lungo braccio delle quali è felice intuire una smania di controllo.

La professione si evolve e ci lascia indietro, è evidente in ogni settore. Come urbanista mi è abbastanza semplice reperire la mappa degli acquedotti o la rete delle fognature della città, mentre invece non riesco mai a farmi un quadro esauriente dei cablaggi. Sicuramente sarà necessario fare formazione sul tema perché in un tradizionale corso di studi universitari di architettura non ve ne era traccia.

La nostra città potrebbe per esempio essere un caso esemplare per quanto riguarda l’automazione della guida, sviluppata da uno spin-off dell’Università di Parma. In un quartiere nei pressi della tangenziale ovest il Comune ha autorizzato i test di questi veicoli.

Cosa cambierà nella nostra vita? Pensiamo per esempio al fatto che per entrare in centro ci faremo accompagnare dalla nostra auto, a cui poi daremo istruzioni di andare ad aspettarci in qualche parcheggio periferico, per poi farci tornare a prendere quando ci fa comodo. Spariranno le auto dai centri storici? Con le tecnologie disponibili oggi questo è teoricamente già possibile.

Quindi torno alla domanda. Come cambierà il modo in cui progetteremo le città nel prossimo futuro? In fondo il nostro ruolo resta quello di comprendere, coordinare e alla fine tradurre questi cambiamenti in una forma urbana adeguata, in una “bella” forma. Dovremo operare concretamente, e al di là del quadro idilliaco prefigurato oggi dai media.

Architetti e ingegneri sono le sole figure professionali abilitate a firmare i piani urbanistici. La realizzazione della Smart City ci vedrà ancora centrali, quindi dovremo indirizzare la nostra formazione verso il nuovo modello di pianificazione territoriale. Ma allo stesso tempo sarà fondamentale ribadire l’importanza di una visione di sintesi, che impedisca alle città, implementate di oggetti interconnessi, di trasformarsi in spazi urbani squallidi e anonimi.

Fabio Ceci

fabioceci@nordprogettiparma.it

Che cosa diresti a un committente a proposito dei concorsi di progettazione?

Matteo, a che punto siamo con i concorsi di architettura?

Dal 2017 il CNAPPC ha introdotto i Bandi tipo per i Concorsi di progettazione e per l’affidamento di Servizi di Architettura e Ingegneria, in linea con la delibera ANC n°723/2018. L’obiettivo era evidenziare la centralità del progetto nei processi di trasformazione del territorio, snellire e rendere trasparenti le procedure e aprire il mercato dei lavori pubblici agli studi medio-piccoli. Da allora tutti gli Ordini provinciali si sono attivati per dare la massima diffusione a questo strumento, in modo da coinvolgere direttamente le pubbliche amministrazioni, ma anche i privati.

Tra i concorsi previsti dal CNAPPC un committente peròdi solito predilige concorsi a un grado o concorsi di idee…

Questo perché sulla carta sono più veloci e con minor impegno economico, ma prevedono invece un notevole impegno di risorse umane ed economiche per i partecipanti, che solitamente non viene adeguatamente compensato dai premi. E infatti per questo non c’è una buona risposta in termini di partecipazione. E siamo di nuovo daccapo.

Come funziona invece il concorso a due gradi e perché è il percorso migliore rispetto alle altre forme di concorso?

L’obiettivo principale è che committenti e partecipanti parlino un linguaggio comune, valorizzando la qualità del progetto e le risorse impiegate. Chi concorre a una progettazione in due gradi avrà un investimento per la prima fase estremamente ridotto, elaborando una proposta che si configura come “concept design”, mentre chi accederà alla seconda fase, in cui dovrà sviluppare con maggior dettaglio l’idea progettuale, avrà anche la certezza di ottenere il rimborso descritto nel singolo bando. Su tali basi la partecipazione dei professionisti è molto più numerosa e motivata a fare il meglio e questo va a vantaggio della generale qualità dei progetti presentati.

Ma concretamente come si supera questa mole di lavoro che un concorso richiede da parte della committenza?

Faccio l’esempio di Torrechiara. Quando nel 2018 abbiamo organizzato il concorso per Piazza Leoni, come Ordine ci siamo impegnati a offrire un supporto completo all’Amministrazione: abbiamo costruito insieme il bando, posto correttamente gli obiettivi, condiviso gli importi dei premi e il calendario, inoltre abbiamo messo a disposizione la nostra sede e abbiamo fatto da segreteria tecnica nell’utilizzo della piattaforma informatica apposita messa a punto dal CNAPPC. Tutto questo a titolo gratuito, perché il percorso fosse preso come esempio per tutte le amministrazioni sul territorio. Oggi un lavoro come quello da noi compiuto è stato codificato in una figura professionale, il Coordinatore di concorsi, un professionista formato e abilitato che affianca il Committente nel costruire il bando, dagli intenti fino alla sua conclusione con la gestione degli esiti. Il CNAPPC ha istituito un elenco speciale dei Coordinatori di Concorsi nazionali e/o internazionali, consultabile on-line. 

Se si vuole fare bene si può fare e questa è la strada.

Matteo Barbieri

studio@mbarch.it

link di riferimento:

https://www.concorsiawn.it/

http://www.awn.it/servizi/concorsi-piattaforma

http://www.awn.it/component/attachments/download/2135

A TUTTI GLI ISCRITTI: 31/12/2019 chiusura triennio formativo

Gentile collega, 

in vista del 31/12/2019, scadenza del triennio formativo, ecco alcuni consigli per assolvere l’obbligo nei tempi previsti.

Ogni iscritto è tenuto nel triennio ad acquisire un minimo di 60 CFP (di cui minimo 12 di deontologia). La piattaforma iM@teria segnala con il colore verde il tuo status, quando si raggiungono i CFP minimi.

Verifica su iM@teria, alla voce Corsi, che tutte le attività a cui hai partecipato ti siano state caricate. Se mancassero delle attività, rivolgiti all’Ente (per lo più l’Ordine stesso) che ha organizzato l’evento formativo.

Autocertificazioni

Ricordati di inserire i singoli documenti comprovanti le attività (attestato di partecipazione, biglietto d’ingresso ecc.)!

Come posso trovare le attività formative accreditate?

Nel sito archiparma.it c’è un calendario con gli eventi organizzati dall’Ordine e dagli Enti esterni nel territorio provinciale. Una newsletter ti informa ogni settimana. Nella piattaforma iM@teria trovi la formazione proposta dagli Ordini italiani e dagli Enti riconosciuti dal Ministero. Puoi frequentarli tutti.

Ti mancano crediti deontologici? 

Niente paura. Su iM@teria nella categoria “Discipline ordinistiche”, trovi tutti i corsi deontologici disponibili. Il nostro Ordine ne organizzerà uno prima del 31 dicembre.

Restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti. Se hai dubbi scrivi a formazione@archiparma.it

I consiglieri referenti per la formazione

Arch. Cecilia Merighi

Arch. Monica Pisanu

Seminario ‘Il paesaggio dell’Appennino parmense: opportunità di sviluppo locale tra fragilità e valori’

Il seminario di apertura del corso di formazione “Materia e Paesaggio 2019″ dal titolo” ‘Il paesaggio dell’Appennino parmense: opportunità di sviluppo locale tra fragilità e valori’ che si terrà il giorno 24 ottobre 2019, dalle ore 9.30 alle ore 17.00, presso Università di Parma – Centro Congressi, Plesso Aule delle Scienze, pad.25 è aperto al pubblico.

Il link per le iscrizioni è il seguente: 

https://applicazioni.regione.emilia-romagna.it/IscrizioneConvegni/Iscrizione.aspx?6z%2bN8MruZcTAwvhurTJNpsiq3P7SGg1Y&Lang=IT

CFP

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ALLEGATO

Locandina

OAPPC: Rinnovo caselle PEC e CNS degli iscritti

Il Consiglio dell”Ordine P.P.C. della Provincia di Parma ha deliberato di rinnovare per gli iscritti la casella di posta elettronica PEC e la carta nazionale dei servizi che offre una firma digitale gratuita.

Le modalità di rinnovo verranno comunicate agli iscritti a breve, a seguito del perfezionamento dell’accordo con il gestore del servizio.

Future città


Le città sono sempre state costruite perché se no, senza città,

tutte le persone rimanevano in piedi e stavano sempre in giro .

da “Reggio Tutta, una guida dei bambini alla città”, Reggio Children, 2014

Immergersi per 3 giorni fra i bambini, tornare dopo anni a sentire quelle voci, quegli sguardi sempre spontanei, senza confini tra la realtà e l’immaginario: chi di noi non ha nostalgia di quell’essere nel mondo dell’infanzia? 

Non vorremmo forse, quando progettiamo, riuscire ad avere quel pensiero primigenio, l’immediatezza dei piccoli? 

Questo è quello che per tre giorni ho respirato e provato a reimparare da Reggio Children dove all’inizio di ottobre, insieme ad una collega di Parma, ho svolto per l’Ordine un corso formativo. Era la II edizione nazionale di “Abitare il Paese. La cultura della domanda – i bambini e i ragazzi per un progetto di futuro”. Un progetto del Consiglio Nazionale degli Architetti e della Fondazione Reggio Children. Un’azione di co-progettazione territoriale in tutte le regioni italiane, a partire dall’assunto che i bambini e i ragazzi saranno al centro della città del futuro. 

Questo implica da parte nostra un’azione di responsabilità. Dobbiamo insegnare la qualità dell’abitare, per assicurare bellezza nelle città future, l’unica interfaccia che resiste nei secoli a tutti i cambiamenti.

Sono coinvolte circa 50 città e Ordini d’Italia, tra cui quello di Parma che ha vinto il bando per la seconda edizione. In questi 3 giorni i tutor, provenienti da tutta Italia, si sono confrontati in tavoli di co-progettazione sull’edizione precedente e lavorato su possibili strategie. 

La Fondazione Reggio Children ha proposto di svolgere quest’indagine mettendosi in ascolto, mettendosi alla pari e cogliendo ciò a cui bambini sono interessati e che notano di più nella loro città. Quindi non un approccio didattico frontale, ma assolutamente partecipativo. La loro presa di coscienza di cosa sia lo spazio pubblico deve scaturire da una riflessione collettiva, basata sulla libera esposizione del vissuto di ognuno. 

A Parma lavoreremo con gli studenti dell’Istituto comprensivo Micheli. Il risultato finale, raccolto in tavole, video, quaderni e plastici, sara’ in mostra a Roma presso la sede del Consiglio Nazionale e nelle scuole stesse. 

E quindi, buon lavoro ragazzi!

Maria Paola Bezza

info.bezza@studiobfg.net

Master in Valorizzazione dell’arte sacra e del turismo religioso

Da tempo si continua a ripetere che la ricchezza del nostro paese consiste nell’arte e nel turismo, che il nostro “granaio” sta nella grande bellezza; un vasto museo diffuso, giacimenti di arte sacra unici al mondo per quantità e qualità: chiese, santuari, abbazie, complessi monastici, musei, archivi, biblioteche… 

Occorre ripensare obiettivi, strutture, metodi e criteri riguardanti la tutela e la valorizzazione di questo straordinario patrimonio, ma ancor prima è necessaria un’approfondita conoscenza dei contenuti non solo storico-artistici, ma anche biblici, teologici, iconografici, simbolici dell’Arte sacra, in un rinnovato confronto tra Parola e immagine, tra Bibbia e arte, tra liturgia e architettura, esplorando le concrete potenzialità catechetiche, educative, culturali e spirituali dell’opera come via della bellezza. 

Ricostruire un rapporto vivo e vitale con i beni culturali ecclesiastici è anzitutto un atto d’amore verso l’uomo del nostro tempo che nella bellezza ancora trova spazi di senso e di verità. Occorre trasformare il bene artistico ecclesiastico da incombenza e assillo in termini di costi, di manutenzione e di gestione, in strumento vivo di evangelizzazione, di identità e memoria, ma anche di risorsa spirituale e culturale, dunque di sviluppo e di crescita. Tutto ciò assume una particolare urgenza e rilevanza, non solo a livello locale, ma anche nazionale ed europeo.

Questo è ciò che si propone di mettere in atto l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Marvelli” (istituzione accademica delle diocesi di Rimini e di San Marino-Montefeltro, collegata alla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna – Bologna), mediante il Master di primo livello in “Valorizzazione dell’Arte sacra e del Turismo religioso”

Grazie a un qualificato gruppo di docenti e studiosi specialisti, afferenti a diverse aree disciplinari, questa offerta formativa si concentra sulla progressiva valorizzazione del ricco patrimonio di arte sacra presente in particolare sul territorio romagnolo, promuovendone sia la fruibilità sia la conoscenza, mediante una continua ricerca e innovazione anche dei modelli comunicativi. 

La formazione prevista si articola sia attraverso lezioni frontali, sia mediante laboratori esperienziali con visite guidate condotte nei luoghi oggetto di studio. Di particolare importanza risultano i cicli di seminari di approfondimento tematico, organizzati con il coinvolgimento di figure istituzionali di indiscussa esperienza nel settore dell’arte sacra.   

L’intento è quello di formare precise competenze e figure professionali specializzate nell’ambito dei Beni culturali ecclesiali e del turismo religioso e culturale; ambiti finora generalmente trascurati. La proposta si rivolge soprattutto a guide turistiche già abilitate, a giovani architetti, ad operatori dei Beni Culturali, della conservazione e restauro e ad animatori del pellegrinaggio. Tra i nuovi profili operativi promossi vi sono: guide qualificate in arte sacra; esperti di teologia simbolica e di catechesi attraverso l’arte; responsabili di arte sacra e di beni culturali ecclesiali; responsabili della tutela e valorizzazione dei beni artistici del territorio, nonché dei beni paesaggistici nella formulazione dei Parchi culturali ecclesiali; consulenti di architettura per il culto con specifiche competenze in ambito architettonico-liturgico; guide ed esperti di didattica museale e di educazione all’immagine; animatori di pellegrinaggi e di percorsi artistici qualificati; operatori di turismo culturale e religioso; organizzatori di eventi culturali.

Il Master ha ottenuto rilevanti patrocini e si avvale di numerose collaborazioni: Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna; Opera Pellegrinaggi della Romagna; Opera di Religione della Diocesi di Ravenna; Diocesi di S. Marino-Montefeltro; Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; Ordine degli Architetti della Provincia di Rimini; Fondazione Universitaria S. Pellegrino; Ufficio Nazionale della CEI per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport; Ufficio Nazionale della CEI per i Beni culturali ecclesiastici; Fondo Ambiente Italiano FAI – Delegazione di Rimini; Società Italiana di Scienze del Turismo (SISTUR); Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST).

Le ISCRIZIONI sono aperte fino al 15 ottobre 2019.

Per informazioni: ISSR “A. Marvelli”, via Covignano 265, 47923 Rimini. Tel. 0541-751367, e-mail segreteria@isrmarvelli.it; sito: www.issrmarvelli.it

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Openstudio Progettoborca – Colonia aperta per tre giorni: arte, cultura, visioni per il territorio

Dal 18 al 20 ottobre si svolge l’Openstudio di (fine)stagione di Progettoborca
La Colonia dell’ex Villaggio Eni si apre a tutti, molti gli artisti attivi nei propri spazi, e nei laboratori.

Numerose le iniziative della tregiorni, che coinvolgono architetti, designer, coltivatori, forestali, università, su temi quali Tempesta Vaia, Milano-Cortina 2026 e la rigenerazione sostenibile del patrimonio.

Qui informazioni e programma

Conferenza di Michele De Lucchi. Il rumore del lutto è il rombo del futuro.

Abhijit Liehaorambam - CC BY 4.0 - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:GalaxyOFUnknown.png

Nell’ambito della manifestazione Il Rumore del Lutto, giovedì 31 ottobre, alle ore 10.30, presso l’auditorium del Palazzo del Governatore, a Parma, si terrà la conferenza di Michele De Lucchi dal titolo “Il rumore del lutto è il rombo del futuro”.

Michele De Lucchi è stato tra i protagonisti delle correnti di avanguardia nell’architettura e nel design sin dagli anni ‘70. Ha disegnato oggetti per le più conosciute aziende italiane ed europee. Ha realizzato progetti architettonici in Italia e nel mondo, tra cui edifici residenziali, industriali, direzionali e culturali. Ha curato molti allestimenti di mostre d’arte e design e progettato edifici per musei. Dal 2004 scolpisce casette in legno con la motosega per cercare l’essenzialità della forma architettonica. Una selezione dei suoi oggetti e delle sue sculture è esposta nei più importanti musei del mondo. È stato direttore della rivista “Domus” per l’anno 2018. 

Invitato dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Parma a partecipare alla XIII edizione de Il Rumore del Lutto, che ha per tema i Passaggi, Michele De Lucchi anticipa così il suo intervento:

“Il lutto è un passaggio, un momento di trasferimento di razionalità, emotività, pensieri, relazioni su un campo che è aperto proprio dall’esperienza del lutto.
La fisica quantistica ha dimostrato che non solo il tempo si piega in presenza della materia, ma anche che non esiste come passaggio dal prima al dopo e che è inesorabilmente legato a tutto quello che noi percepiamo come solido e materiale . 

Non c’è mai stato nella storia dell’uomo un momento come questo, nel quale il concetto di futuro è stato così frequentato e così impellente. La ricerca del futuro è nella mente di tutti: ci siamo assoggettati a cambiamenti così repentini e così continui che il futuro non è più una semplice derivazione di qualche cosa che noi abbiamo conosciuto e sperimentato.

Il rumore del lutto è il rombo del futuro e tutti siamo, chi in un modo chi nell’altro, chi tanto chi poco, impegnati a immaginare il futuro e soprattutto a costruirlo. Le gratificazioni più consistenti sono proprio quelle nelle quali sentiamo che abbiamo contribuito con qualcosa di valido per rendere il futuro non solo possibile ma anche migliore. Come architetti il nostro compito è proprio quello di costruire occasioni reali di incontro non conflittuale per affrontare i grandi temi che oramai non possono più essere trattati individualmente.

Al rumore del lutto del pianeta rispondiamo con il rombo di costruttive visioni del futuro.”

Porteranno i saluti istituzionali Michele Alinovi, Assessore alle Politiche di pianificazione e sviluppo del territorio e delle opere pubbliche, Daniele Pezzali, Presidente dell’Ordine Architetti PPC Parma, e Marco Pipitone, curatore della rassegna Il Rumore del Lutto.

La conferenza si terrà all’Auditorium del Palazzo del Governatore, Piazza Garibaldi 19, a partire dalle ore ore 10.30 con la registrazione dei partecipanti.

L’ingresso è gratuito.

CFP E MODALITA` DI ISCRIZIONE

CFP: 2

Iscrizione: Im@teria

ALLEGATO

Locandina

La cucina tra estetica, design e funzionalità: conferenza di Gianluca Tondi

Giovedì 24 ottobre, alle ore 18.30, presso EDILIZIA 2000, via G. Saragat 5, Pilastro di Langhirano (PR), si terrà la conferenza del dott. Gianluca Tondi, CEO TM Italia, dal titolo “La cucina tra estetica, design e funzionalità. Materiali e tecnologie per la progettazione”.

A partire dall’esperienza del marchio fondato dal padre, oggi TM Italia Manifattura Sartoriale Cucine, Gianluca Tondi affronterà un’analisi del tema della cucina, come ambiente e come prodotto, evidenziando da un lato le recenti trasformazioni in termini di tecnologia e ricerca al servizio della progettazione, e dall’altro il ritorno all’utilizzo di materiali naturali e al fare sartoriale.

La conferenza si svolgerà presso la sede di Edilizia 2000, in occasione dell’inaugurazione dello Showroom Cucine.

Ingresso libero

In allegato lnvito

Basilea: diario di un viaggio nel contemporaneo

Anche quest’anno abbiamo rispettato la tradizione del viaggio dell’Ordine, e dopo la Sicilia e il Portogallo, ci voleva proprio una full-immersion nell’architettura contemporanea. La scelta è caduta quindi sulla città di uno degli studi più all’avanguardia in Europa: la Basilea di Herzog & De Meuron.

Ero stato a Basilea di sfuggita, 2 anni fa con Chiara, per il concerto degli XX, e avevamo visitato il centro e un paio di interventi. Quando con Daniele Pezzali ci siamo seduti al tavolo per stilare il programma ci siamo messi le mani nei capelli: non sapevamo da dove iniziare e soprattutto cosa vedere e cosa “sacrificare”.

Durante il viaggio abbiamo fatto tappa a Bellinzona dove Giacomo Brenna (Lopes/Brenna) ci ha accompagnato a visitare il Castello e la “Piazza del Sole” dell’architetto svizzero Livio Vacchini. Quindi il Museo La Congiunta a Giornico di Peter Märkli (1992), che ospita i rilievi e le sculture dell’artista Hans Josephsohn: un esempio di modellazione del cemento armato, un profondo ragionamento sul rapporto dell’architettura con la scultura e le arti plastiche.

La prima tappa a Basilea è stata la Messe di HdM, ultimata di recente. Un cono di luce attraversa la piazza centrale e insieme alle luci artificiali si crea un fantastico gioco di colori sul rivestimento ad alveare in alluminio della facciata. Da Hansburg poi ci siamo rifocillati con il tipico Rosti di patate e wurstel.

Il giorno dopo, sveglia all’alba e dritti alla fondazione Beyeler di Renzo Piano, la meta che ho amato di più. Ero talmente intento a fotografarne i particolari, il giardino e la bellissima interazione tra esterno e interno che mi sono quasi dimenticato della splendida collezione con Van Gogh, Renoir e altri grandi.
Basilea fortunatamente si gira facilmente con i mezzi pubblici, dove non si arriva a piedi o in bici.
A pranzo poi siamo stati al Kunstmuseum, con l’interessante ampliamento di Christ & Gantenbein, per proseguire poi con una visita guidata alla Torre Roche, l’edificio più alto della svizzera e uno dei simboli di Basilea, ad opera ancora di HdM. Una splendida visione panoramica sulla città dal 38° piano a 360°

Domenica al Campus della Vitra, che ha dato la possibilità ad alcuni tra i più famosi architetti del mondo (Siza, Libeskind, Frank Ghery) di sbizzarrirsi, affidando a ognuno la progettazione di un padiglione. E ancora la “Fire Station” di Zaha Hadid (sua opera prima) e la Casa del Silenzio di Tadao Ando (suo primo intervento in Europa), lo stabilimento industriale dello studio Sanaa. Non poteva mancare la visita al museo della sedia e al bellissimo showroom progettati entrambi con stili diversi da HdM.
Rientrati in città il tempo ci è stato avverso ma, dopo una visita al Museo della collezione dell’artista basilese Tinguely, progettato da Mario Botta, siamo comunque riusciti a visitare lo Youth Hostel, progettato da Buchner & Bründler, ottimo esempio di ampliamento e riqualificazione di edifico storico affacciato sul fiume. La sera ci siamo rilassati poi da Tibits, ristorante vegan friendly in pieno centro, che consiglio vivamente.

Sulla via del rientro ci siamo fermati a Lucerna, un gioiellino per turisti, dove ci aspettava Alice Busani, collega parmigiana che da anni lavora nello studio di Iwan Buhler. Dopo una visita nel piccolo centro e un’occhiata alla KKL di Jean Nouvel e alla Stazione di Calatrava, Alice ci ha portati allo Stadio, recentemente realizzato dallo stesso Iwan Buhler con Daniel Marques. Un piccolo impianto a basso impatto ambientale, con un centro sportivo pubblico e due edifici per appartamenti. L’intero intervento è rivestito da una membrana di alluminio a effetto dorato che ben si sposa con il verde circostante.

Non poteva mancare la foto di rito a bordo campo!

Pietro Cattabiani

pietro@studiocattabiani.it

Avvistamenti: allestimento artistico al Castello di Montechiarugolo

Dal 14 settembre al 17 novembre 2019 il Castello di Montechiarugolo sarà la sede dell’allestimento artistico AVVISTAMENTI, nel quale verranno esposte le opere di MIRTA CARROLI, DANILO CASSANO, CANDIDA FERRARI, GRAZIANO POMPILI, ALBERTO TIMOSSI, ALBERTO VETTORI

Il progetto nasce dalla disponibilità e dalla sensibilità culturale della Famiglia Marchi, da sempre attenta a valorizzare il meraviglioso castello con proposte letterarie, storiche, artistiche e dall’ideazione dell’artista Alberto Vettori, presente nell’allestimento con Mirta Carroli, Danilo Cassano, Candida Ferrari, Graziano Pompili, Alberto Timossi.

Con l’allestimento di opere artistiche contemporanee il castello abbandona la sua antica e desueta funzione architettonica, rivelando inattese attitudini, divenendo sentinella di un “nuovo tempo”. “AVVISTAMENTI” dunque: perlustrare sulle funzioni, guardare lontano, scorgere nella penombra, misurare lo spazio in rapporto ad una visione prolungata. La presenza di sculture e di opere pittoriche nei vari spazi esterni ed interni del castello (dai fossati ai giardini, dalle logge alla biblioteca) propone una diversa narrazione, costruita su accordi o disaccordi, assonanze o dissonanze dovute alla distanza temporale. I segni, i linguaggi, le forme delle opere si intersecano, dialoganti tra loro, ma dialoganti soprattutto con i materiali, i volumi e le architetture del passato. Trame di segni proliferano e si rincorrono lungo gli ambienti: trasparenze luminose che trovano respiro-sostanza-riparo (Ferrari C.); epiche evocazioni metalliche di figure o racconti mitologici (Cassano D.); tempo che ritorna in sedimentazioni contrastanti, equilibrio che si nutre di riflessioni e accostamenti (Carroli M.); torsioni e tensioni, violento accordo che oltraggia nel colore nuovi accadimenti (Timossi A.); icona del riparo, nitido segno poetico, volume e storia dell’uomo (Pompili G.); passaggi e graffiti di memoria, strati evocanti sottese spiritualità di attimi (Vettori A.). Dalla diversità delle forme, dall’antitesi materica del ferro o della carta, dalla contrapposizione tra i colori più accesi e le tenui trasparenze scaturisce il percorso della visione, che si rafforza nella riflettenze e nelle relazioni semantiche.

I Comuni di Montechiarugolo, Neviano Degli Arduini, Parma hanno dato il proprio patrocinio; l’associazione “Amiamolenza” sostiene l’iniziativa.

La visione dell’allestimento artistico rientrerà nei percorsi di visite guidate del Castello.

Orari: sabato e domenica e festivi dalle ore mat. 10-11-12 pom. 15-16-17-18

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