Passaggi al futuro

Michele De Lucchi e AmdlCircle, Earth Stations Many Hands, Bark Station. Filippo Bolognese Images

E’ nato tutto dai passaggi. 

Passaggi, questo il tema dell’edizione 2019 della rassegna “Il Rumore del lutto”, a cui l’Ordine degli Architetti è invitato a partecipare. Ogni anno riceviamo le sollecitazioni di Maria Angela Gelati e Marco Pipitone, curatori della manifestazione ormai da 13 edizioni, e le trasformiamo in eventi sull’architettura o sulla storia della città. Quest’anno, riflettendo sui passaggi, ci siamo ricordati di un intervento poco noto compiuto a Villa Sclopis, un hospice e centro Alzheimer per malati terminali a Salerano, presso Ivrea, qualche anno fa. Il progettista era Michele De Lucchi.

Non era mai stato nostro ospite a Parma, non lo conoscevamo personalmente, ma la sua fama come designer e più recentemente anche come architetto, ci spingeva a chiamarlo. Ci sembrava che farci raccontare la sua esperienza di collaborazione con la Onlus CasaInsieme per la costruzione di questo rifugio, in cui prendersi cura della vita fino all’ultimo istante, potesse essere un’esperienza di passaggio molto interessante.

La cosa sorprendente è che, accettando il nostro invito, Michele De Lucchi ha messo in chiaro fin da subito che Villa Sclopis sarebbe stato il passaggio (anche inteso come collegamento tra noi e lui), per arrivare a parlare dell’approdo, vale a dire di tutto quanto avviene dopo questo passaggio o per via di esso. 

Come affrontiamo questo domani? Il rumore del lutto è il rombo del futuro, dice De Lucchi esprimendo l’urgenza. Allora, quando si vive un lutto, si affronta necessariamente già anche ciò che accadrà dopo. Il futuro è adesso e ci incalza.

Michele De Lucchi sostiene che “come architetti il nostro compito è proprio quello di costruire occasioni reali di incontro non conflittuale, per affrontare i grandi temi che oramai non possono più essere trattati individualmente”. E nella conferenza che terrà il 31 ottobre al Palazzo del Governatore ci racconterà quali sono queste occasioni da lui rintracciate, immaginate e progettate, che forma avranno, dove si troveranno, cosa ci andremo a fare.

Questo allora il bello di invitare una figura del suo calibro: che scombina i piani e le idee, rivoluzionandole con le sue, ribaltando completamente il nostro punto di vista. Noi eravamo concentrati sul prima, sulla bellezza di fermarsi e prendersi cura di ciò che anticipa il passaggio, ma Michele De Lucchi vuole pensare al dopo e ci spinge ad andare avanti, dietro a lui.

Monica Pisanu

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