Farnese. Diario di una mostra

Foto Franco Lori

In questo blog, che per me è un po’ come un diario di lavoro, vorrei raccontarvi a che punto siamo con la mostra dedicata ai Farnese, alle arti e al potere. Qualche settimana fa ho compiuto un viaggio nella Tuscia (nome utilizzato oggi per indicare i territori dell’Alto Lazio e delle aree confinanti di Toscana e Umbria) insieme ai compagni di questa avventura, Bruno Adorni, Presidente del Comitato scientifico, Carlo Mambriani per l’Università di Parma, Simone Verde, Direttore del Complesso Monumentale della Pilotta e Francesca Magri della Fondazione Cariparma. Con me, in rappresentanza dell’Ordine, anche Franco Lori, che ha realizzato il servizio fotografico di cui vedete qui uno scatto, e Pietro Zanlari che, insieme a Enrico Maria Ferrari, sta guidando il DRAF 2020, un gruppo di lavoro composto da storici dell’arte e architetti (Maria Teresa Dejana, Luca Calderini, Franco Lori, Manuela Cozzi, Anna Schiaretti più alcuni laureati e laureandi) che si sono offerti volontari per la costruzione del Data Room che conserverà e scambierà le ricerche scientifiche del percorso espositivo. Un lavoro importantissimo, che non si è mai interrotto, nemmeno nei lunghi mesi del lockdown e che sta proseguendo ancora.

Lo scopo di questa visita era approfondire la conoscenza dal vivo di alcuni dei più importanti luoghi farnesiani in Italia, dalla Reggia di Caprarola all’Isola Bisentina sul lago di Bolsena, dal Museo di Capodimonte, alla rocca di Ischia di Castro e Valentano, dalla Fortezza di Gradoli a Montefiascone.

Erano i primi mesi del 2018 quando Pietro Zanlari e Enrico Maria Ferrari vennero a presentare al Consiglio l’idea di una grande mostra sui Farnese e l’architettura. Quella che ci è sembrata subito una proposta straordinaria, che avrebbe dato non solo grande lustro alla nostra città, ma avrebbe anche posto l’architettura al centro della scalata al potere di una delle principali dinastie italiane, ha comportato un lungo cammino organizzativo e progettuale che ancora oggi è in corso. Come molti di voi sanno, l’Ordine sta percorrendo questa strada con tre dei soggetti pubblici principali della nostra città, il Complesso Monumentale della Pilotta, l’Università di Parma e la Fondazione Cariparma.

La complessa e articolata ricerca del cospicuo materiale documentale e grafico, collocato negli archivi di mezza Europa, ha richiesto una forte sinergia operativa tra tutti i soggetti coinvolti. L’emergenza in atto ha determinato un rinvio dell’inaugurazione e il perdurare dell’incertezza rende ancora difficile dare delle date e delle coordinate certe sul suo svolgimento, ma il progetto non si ferma.

Daniele Pezzali

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